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Regime forfettario 2021: agevolazioni fiscali.

I soggetti ammessi al regime forfettario possono usufruire di diversi vantaggi fiscali e contabili, dall’IVA alle imposte dirette. Ecco tutte le semplificazioni previste dalla normativa.

I contribuenti che accedono al regime forfettario operano in un regime di franchigia dell’IVA: ciò significa che sono esclusi da gran parte degli obblighi previsti dalla normativa sull’imposta sul valore aggiunto.

Nello specifico, i forfettari possono beneficiare di:

  • divieto di rivalsa dell’IVA: sulle fatture emesse, scontrini o ricevute fiscali emessi durante l’applicazione del regime forfettario non deve essere addebitata l’iva a titolo di rivalsa;
  • divieto di esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti;
  • esonero dalla registrazione delle fatture emesse;
  • esonero dalla registrazione dei corrispettivi;
  • esonero dalla registrazione delle fatture di acquisto;
  • esonero tenuta e conservazione dei registri e documenti (con alcune eccezioni);
  • esonero dalla liquidazione e versamento dell’IVA;
  • esonero dalla dichiarazione IVA;
  • esonero dalla presentazione della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva (“spesometro”);
  • esonero dall’obbligo di comunicazione delle operazioni effettuate nei confronti di operatori aventi sede nei Paesi black list;
  • esonero dalla certificazione dei corrispettivi qualora svolgano le attività previste dall’art. 2 del d.P.R. 696/1996 (cessione di tabacchi, giornali, carburanti).

Ovviamente, anche in un regime agevolato è fondamentale rispettare degli obblighi.

Gli adempimenti dei contribuenti forfettari sono:

    • numerazione e conservazione delle fatture d’acquisto e delle bollette doganali;
    • certificazione dei corrispettivi, per cui resta obbligatoria l’emissione e la conservazione della fattura oppure, nel caso di soggetti esonerati, il rilascio di scontrino o ricevuta fiscale.

Dal momento che si tratta di regime in franchigia dell’IVA in fattura si dovrà riportare in luogo dell’ammontare dell’imposta l’annotazione “operazione senza l’applicazione dell’IVA” con l’indicazione del riferimento normativo “art. 1 comma 58 Legge n. 190/2014“ e, allo stesso modo dei contribuenti minimi, le fatture emesse devono scontare l’imposta di bollo (€ 2) se di importo superiore ad € 77,47.

È inoltre importante ricordare le operazioni per le quali anche i forfettari assumono la qualifica di debitori d’imposta, con obbligo di assolvimento dell’IVA, ovvero:

Acquisti intracomunitari: assoggettati ad imposta nel paese di provenienza nella soglia di€ 10.000. Se superata tale soglia, anche il contribuente forfettario sarà tenuto ad assolvere l’iva integrando la fattura emessa dall’operatore comunitario con l’indicazione dell’aliquota e dell’imposta e versando la somma entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione;

Prestazioni “generiche” secondo l’art. 7-ter ricevute da soggetti esteri (UE o EXTRA-UE): in questo caso, il contribuente forfettario dovrà rspettare gli obblighi iva integrando la fattura emessa dall’operatore comunitario con l’indicazione dell’aliquota e dell’imposta e versando l’iva entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione;

In tutti i casi in cui il forfettario debba assolvere l’imposta attraverso il meccanismo del reverse charge.

Semplificazioni su imposte dirette

Per quanto riguarda le imposte dirette, i contribuenti in regime forfettario sono esenti dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, anche se resta comunque valido l’obbligo di conservazione dei documenti.

Inoltre, non essendo sostituti d’imposta, i forfettari non sono obbligati ad operare le ritenute alla fonte, ma sono comunque tenuti ad indicare, all’interno della dichiarazione dei redditi, il codice fiscale del precettore dei redditi per i quali non è stata compiuta l’operazione, insieme all’ammontare degli stessi redditi.

Anche nell’ambito di ricavi e compensi percepiti, i forfettari non sono soggetti a ritenuta alla fonte, previa presentazione di un’apposita dichiarazione al sostituto dalla quale emerga che il reddito a cui si fa riferimento è soggetto a imposta sostitutiva. Dunque, in fattura dovrà essere riportato, oltre alla dicitura “Operazione senza l’applicazione dell’Iva” (con riferimento normativo), anche la precisazione che si tratta di “un’operazione senza applicazione della ritenuta alla fonte a titolo di acconto”.
Altri esoneri, infine, riguardano l’esclusione dall’IRAP e l’esclusione dagli studi di settore o dai parametri contabili.