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Come aprire una Partita Iva: la guida completa.

Aprire una partita IVA, ecco la guida completa su come procedere e quale regime fiscale adottare.

Quando si avvia un’attività, che sia lavoro autonomo o impresa, non è mai ben chiaro quando sia obbligatorio od opportuno aprire una partita IVA.
Il rischio di commettere errori e incappare in sanzioni amministrative, fiscali o anche in ambito contributivo é piuttosto alto, per cui è fondamentale informarsi adeguatamente. Ecco perciò una guida semplice ed intuitiva per capire quando e come aprire una partita IVA per restare in regola.

Quando è opportuno aprire la Partita Iva?

Il momento giusto per aprire una partita IVA dipende a seconda dell’attività svolta.
Non per tutte le attività, infatti, questo obbligo arriva nello stesso momento. Naturalmente, non tutti i lavoratori sono in possesso della Partita IVA, poiché l’ordinamento italiano prevede l’obbligo soltanto per alcune categorie. Vediamo di seguito le principali casistiche che si possono presentare.

L’esercizio dell’attività di lavoro autonomo occasionale

Le prestazioni di Lavoro Autonomo Occasionale sono delle attività lavorative a carattere professionale svolte in modo non continuativo. Un lavoratore autonomo che svolge prestazioni lavorative occasionali non è tenuto ad avere una partita IVA.
Ad esempio, uno studente che effettua nei mesi estivi ripetizioni di matematica ad uno studente, sta svolgendo una prestazione occasionale. Se l’attività di ripetizioni prosegue per tutto l’anno e ci sono vari studenti che seguono le ripetizioni, l’attività non è occasionale ma organizzata professionalmente. In questo caso la prestazione occasionale non può essere applicata.

L’esercizio di attività artigianali e commerciali

In Italia non esiste una disciplina nazionale che regolamenti l’hobbistica. Infatti, l’articolo 28 del D.Lgs. n 114/98 rimanda alle varie disposizioni regionali che a loro volta definiscono gli hobbisti come:

“operatori non professionali che vendono, propongono, espongono, o barattano, in modo sporadico ed occasionale, prodotti di modico valore, per lo più opere della propria creatività o del proprio ingegno”

In pratica, gli elementi che caratterizzano un hobbista, sono i seguenti:

  • Vendita, baratto o scambio di prodotti di modico valore, cioè prodotti che non possono in ogni caso avere un valore superiore a 250€ (il limite in alcune regioni scende fino a 100€);
  • Svolge l’attività in modo occasionale. Attività di partecipazione e vendita svolta in modo del tutto saltuario, in modo non professionale, senza vincolo di subordinazione e senza vincolo di mezzi. Ad esempio, rispetto il limite se decido di partecipare a uno/due mercatini l’anno, ma non se pratico tutti i mercatini della regione, ogni settimana;
  • I ricavi derivanti dall’attività, che devono essere certificati dal rilascio di una ricevuta non fiscale.

Dunque, gli hobbisti che ogni tanto partecipano a mercatini creati nei vari Comuni o dalle Associazioni sparse sul territorio, possono vendere gli oggetti emettendo una ricevuta non fiscale per regolare il corrispettivo percepito.
Diversamente, se l’attività di vendita diventa continuativa nel tempo, magari perché si partecipa e si vendono oggetti in tutti i mercatini organizzati nella regione, allora l’attività diventa artigianale. Invece, se si acquista e si vendono prodotti l’attività diventa commerciale.

La vendita online

Se si desidera avviare un e-commerce, invece, è fondamentale aprire la partita IVA, in quanto si vendono oggetti creati o acquistati su un portale web in modo continuativo nel tempo: dunque siamo di fronte ad una attività commerciale.
Per una attività imprenditoriale di tipo commerciale, l’apertura della Partita Iva è obbligatoria fin da subito, senza esimenti, poiché la continuità e l’organizzazione dei mezzi rendono l’attività imprenditoriale.
Ad esempio, se si espone su un portale o sul sito una serie di oggetti con l’intento di venderli e l’esposizione dura nel tempo, l’attività è sempre di tipo imprenditoriale. Questo anche se in un anno si vendono pochissimo oggetti. Quello che conta in questo caso è l’organizzazione dei mezzi e la continuità di esposizione, esattamente come nel caso di un negozio fisico.

C’è una sola eccezione all’obbligo di apertura della partita IVA, ovvero la vendita occasionale. Nel caso in cui la vendita online riguardi pochi prodotti con una frequenza non costante, allora si può utilizzare una ricevuta non fiscale.
Inoltre, non si devono avere collaboratori o lavoratori subordinati ma svolgere la produzione in prima persona.

Diritto d’autore e ritorno economico

Il diritto d’autore attribuisce diritti di utilizzazione economica, diritti morali e diritti a compenso a favore di autori di opere creative (quali le opere letterarie, drammatiche, didattiche e religiose) nonché le composizioni musicali, teatrali, le coreografie, le pantomime, i film, le fotografie, i lavori di architettura, i programmi per elaboratore e le banche dati.

In pratica, il titolare del diritto d’autore, può decidere di concedere a terzi lo sfruttamento economico della sua opera. Questa concessione ha come contropartita il versamento di una somma di denaro.

Attraverso lo sfruttamento economico dell’opera, l’autore ne rimane proprietario, ma concede a terzi lo sfruttamento economico della stessa. In cambio di questa concessione di utilizzo l’autore riceve dei proventi, solitamente in percentuale rispetto al fine commerciale dell’opera.

Sui proventi legati allo sfruttamento economico spettano deduzioni forfettarie nella seguente misura:

  • Del 25% dei proventi stessi se il beneficiario ha un’età pari o superiore ai 35 anni, alla data di percezione dei redditi dichiarati;
  • Del 40% dei proventi stessi se il beneficiario ha un’età inferiore ai 35 anni.

Quindi quando è obbligatorio aprire la Partita Iva?

Abitualità + Continuità dell’attività = Apertura della partita IVA

Questa semplice equazione è l’unico parametro di riferimento per stabilire quando sia arrivato il momento di aprire partita IVA.

L’apertura della Partita IVA ha a che fare con la frequenza e l’abitualità dell’attività e non, meramente, con il suo ricavato, come spesso viene riportato. In tal senso, infatti, la legge italiana prevede la possibilità di svolgere attività occasionali, purché queste abbiano una durata non superiore ai 30 giorni per anno solare.

Dunque, quando si è in presenza di continuità e abitualità dell’esercizio dell’attività, è obbligatorio aprire una Partita Iva.

L’apertura della Partita Iva si rende necessaria anche se l’attività di per sé non ha prodotto alcun ricavo. L’aspetto che conta ai fini fiscali e la propensione del soggetto ad esercitare un’attività idonea a produrre reddito. Anche se, magari, per il momento il reddito non è stato generato.

Che cosa si intende per attività abituale? Per attività abituale si intende un’attività che si ripete nel tempo costantemente nel tempo e che necessita dell’impegno intellettuale o materiale per essere svolta.
Si considera abituale anche la predisposizione dei mezzi necessari a svolgere quest’attività.
Un esempio di attività abituale può essere lo svolgimento della professione di Avvocato, ovvero un professionista che non ha ancora clienti, ma che ha aperto uno studio e sta aspettando i suoi primi incarichi. Anche in questo caso vi è l’obbligo di operare con Partita Iva.