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Regime forfettario 2021: cause di esclusione.

Una volta chiariti i requisiti per poter accedere al regime forfettario, analizziamo le circostanze per cui un imprenditore può venire escluso dalle agevolazioni e obbligato ad adottare un regime ordinario.

• Superamento dei limiti di ricavi e compensi: tale circostanza obbliga il libero professionista ad adottare il regime ordinario l’anno successivo, mentre per l’anno corrente dovrà semplicemente versare l’imposta sostitutiva prevista. Se durante il nuovo anno a regime ordinario si riesce nuovamente a rientrare nel tetto massimo dei 65.000 euro, sarà possibile rientrare nel regime forfettario l’anno successivo.

• Appartenenza ad una categoria che non ha diritto ad accedere al regime agevolato, ovvero:

1. le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto o di regimi forfettari di determinazione del reddito.

2. I regimi speciali IVA :
– agricoltura e attività connesse e pesca,
– vendita sali e tabacchi,
– commercio dei fiammiferi,
– editoria,
– gestione di servizi di telefonia pubblica,
– rivendita documenti di trasporto pubblico,
– intrattenimenti, giochi e altre attività,
– agenzie di viaggi e turismo,
– agriturismo,
– vendite a domicilio,
– rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione,
– agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione,
– vendita di rottami o cascami.

3. i soggetti non residenti in Italia, ad eccezione di soggetti che:
– risiedono in uno degli Stati membri dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni
– e producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;

4. i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili di cui all’articolo 10, co. 1, numero 8), del d.P.R. 633/1972 o di mezzi di trasporto nuovi di cui all’art. 53, co. 1, del D.L. 331/1993;

5. gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che, contemporaneamente all’esercizio dell’attività:
– partecipano a società di persone, ad associazioni professionali o ad imprese familiari (art. 5 del Tuir);
– oppure controllano, direttamente o indirettamente, società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

6. le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro.

7. coloro che hanno percepito, nell’anno precedente, redditi di lavoro dipendente e assimilati (di cui agli artt. 49 e 50 del Tuir) eccedenti l’importo di euro 30.000; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato. Quest’ultima causa di esclusione è stata introdotta dalla legge di bilancio 2020.