Fattura elettronica verso estero: che cosa cambia dal 2022

Esterometro 2022

Fattura elettronica verso estero, le novità della Legge di Bilancio: obbligo di utilizzo del formato XML

A partire dal 1 gennaio 2022, la fattura elettronica verso estero dovrà sottostare ad un importante cambiamento, secondo quanto sancito dalla Legge di Bilancio 2021: sarà infatti obbligatorio, anche per le operazioni transfrontaliere l’utilizzo del formato XML nell’emanazione della fattura. Tale novità comporta l’eliminazione dell’obbligo di invio dell’esterometro per la comunicazione telematica delle operazioni con l’estero, riducendo la trasmissione ad un unico canale, ovvero il Sistema di Interscambio.

Fattura elettronica verso estero

Al momento, i soggetti passivi IVA residenti o stabili in Italia, hanno l’obbligo di trasmettere telematicamente, ogni tre mesi, tutte le informazioni relative ad operazioni passive ed attive con soggetti esteri all’Agenzia delle Entrate. Fanno eccezione le operazioni che prevedono l’emissione di una bolletta doganale e delle operazioni che vedono l’emissione o la ricezione di fattura elettronica.

La nuova Legge di Bilancio (art. 1, comma 1103, legge n. 178/2020) ha quindi proposto una semplificazione per gli operatori economici, definendo un unico canale di trasmissione per inviare non solo fatture elettroniche ma anche i dati relativi alle operazioni con l’estero. Nello specifico, la comunicazione di tali dati dovrà essere effettuata in formato XML, vale a dire il formato attualmente scelto per l’invio delle fatture elettroniche.

In parole povere, a partire dal 2022, per le operazioni verso l’estero si dovrà utilizzare:

  • una fattura elettronica di tipo TD01 in caso di fattura attiva;
  • una fattura elettronica di tipo TD17, TD18 e TD19 da recapitare al SdI, in caso di fatture passive.

Nello specifico, il tipo TD17 sarà utilizzato per acquisto di servizi all’estero qualora il cliente italiano sia debitore d’imposta ai sensi dell’art. 17, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972 e sia perciò obbligato all’applicazione dell’IVA con procedura di integrazione o di autofatturazione, a seconda che il fornitore risieda o meno in UE. Le medesime condizioni riguardano il tipo TD19, che viene però applicato all’acquisto di beni dall’estero.

Il tipo TD18, invece, è riferito agli acquisti intracomunitari di beni per cui il cliente italiano è tenuto ad applicare l’imposta, con procedura di integrazione secondo l’art. 46 del D.L. n. 331/1993.

Fattura elettronica verso estero, termini di trasmissione

Come già detto, le novità saranno applicate alle operazioni effettuate a partire dal 1 gennaio 2022.
Non subiranno variazioni le modalità e i termini di comunicazione delle suddette operazioni:

  • per le operazioni attive, la comunicazione dovrà avvenire entro 12 giorni dall’effettuazione della cessione o prestazione (salvo casi eccezionali quali l’uso di fatturazione differita, la quale prevede termini diversi);
  • per le operazioni passive, la comunicazione dovrà essere effettuata entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello della ricezione del documento che attesta l’avvenuta operazione.

I termini così definiti occorrono ad allineare i tempi di trasmissione dei dati delle operazioni con l’estero alle annotazioni da effettuare per le stesse operazioni su documenti contabili e fiscali. Inoltre, ciò agevola l’Agenzia delle Entrate nell’elaborazione dei registri IVA, della liquidazione periodica IVA e nella dichiarazione IVA annuale.

Fattura elettronica verso estero, sanzioni

Dato l’obbligo di comunicazione tramite formato XML anche per le operazioni transfrontaliere, è stata fissata una sanzione pari a 2 euro per ciascuna fattura che non rispetta i termini definiti per legge, con un limite massimo di 400 euro mensili.
La cifra si riduce alla metà, con un tetto di 200 euro mensili, nel caso in cui la trasmissione sia effettuata entro i 15 giorni successivi alle scadenze o se, nello stesso termine, viene effettuata la trasmissione corretta dei dati.

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