Numerazione fatture elettroniche, novità dall’Agenzia delle Entrate

Numerazione fatture elettroniche

Numerazione fatture elettroniche: l’Agenzia delle Entrate ricorda l’importanza di rispettare i criteri di progressività ed univocità per agevolare l’attività di controllo e per consentire l’elaborazione delle bozze dei registri IVA, delle Lipe e delle dichiarazioni annuali 2021.

In risposta all’interpello numero 505 del 29 ottobre 2020, l’Agenzia delle Entrate ha ribadito le regole per una corretta numerazione delle fatture, rimarcando le caratteristiche di univocità e progressività. Tali caratteristiche, infatti, permettono di non ostacolare le attività di controllo e di elaborare le bozze dei registri IVA, delle Lipe e delle dichiarazioni annuali a partire dal 2021.

I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate in materia di numerazione delle fatture elettroniche

Il chiarimento arriva prendendo spunto da un caso pratico: un contribuente che ha adottato un sistema esadecimale di numerazione delle fatture elettroniche per non rendere evidente a clienti e collaboratori le informazioni circa il numero totale di documenti emessi.
Allo scopo di garantire comunque i valori di progressività ed univocità, il contribuente inserisce all’interno del numero della fattura elettronica la data di emissione e un codice parziale giornaliero in formato esadecimale.

Le fatture elettroniche del primo giugno appaiono perciò numerate in questo modo:
– Fatt. n. 202006010000;
– Fatt. n. 202006010001.

Il contribuente si rivolge quindi all’Agenzia delle Entrate con i seguenti quesiti:
– Se la numerazione parziale giornaliera può essere considerata progressiva pur contenendo cifre esadecimali;
– Se, con il passaggio al giorno successivo, il salto di numerazione del codice parziale giornaliero può essere considerato valido anche se da un giorno all’altro si passa dalla Fattura n. 20200601 001F alla fattura n. 202006020000.

L’Agenzia delle Entrate, nella sua risposta, ha bocciato tale sistema perché, pur sembrando in linea con i valori di progressività ed univocità, non appare idoneo al rispetto della sequenzialità richiesta dalla direttiva comunitaria nell’arco temporale mensile o annuale.

Per giustificare il veto su questo sistema, l’Agenzia delle Entrate ricorre alla regola generale che si applica dal 1 gennaio 2013 e che sancisce che la fattura deve contenere “un numero progressivo che la identifichi in modo univoco”, come stabilito dall’articolo 21,comma 2, lettera b del decreto IVA modificato dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228. Non appare quindi necessario utilizzare una numerazione progressiva per anno solare, ma è sufficiente adottare un sistema che possa identificare in modo univoco i documenti, evitando sovrapposizioni con altre fatture dello stesso soggetto.

Inoltre, la risoluzione numero 1 del 10 gennaio 2013 sancisce che “è compatibile con l’identificazione univoca prevista dalla formulazione attuale della norma qualsiasi tipologia di numerazione progressiva che garantisca l’identificazione univoca della fattura, se del caso, anche mediante riferimento alla data della fattura stessa”.

Date tali premesse, l’Agenzia delle Entrate dimostra come, nel caso analizzato, l’identificazione corretta non sia possibile neanche con il riferimento temporale.
“Nel caso di specie, l’asserita indicazione della data di emissione nel numero della fattura appare difficilmente praticabile, posto che tale data è quella di trasmissione al Sistema di Interscambio (S.d.I.), nota per definizione solo dopo la trasmissione medesima e potenzialmente diversa dalla data di effettuazione dell’operazione, che è la data da indicare nell’apposito campo della fattura”.

In conclusione, il sistema proposto dal contribuente presenta delle criticità di applicazioni che lo rendono inidoneo per la norma vigente.

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