Fatturazione elettronica 2021

Fatturazione elettronica 2021: facciamo il punto della situazione

Fatturazione elettronica 2021: come adeguarsi alle novità obbligatorie introdotte a partire dal primo gennaio 2021

L’obbligo di fatturazione elettronica, entrato in vigore nel gennaio del 2019, è stato recentemente aggiornato con nuove specifiche tecniche dell’Agenzia delle entrate, in vigore facoltativamente dal primo ottobre 2020 e divenute obbligatorie a partire dal primo gennaio 2021. 

Vediamo nel dettaglio in cosa consistono tali novità e scopriamo come emettere fatture elettroniche in modo semplice ed economico. 

Dichiarazione precompilata IVA 

Tra le novità introdotte nel 2021 vi è l’inizio della fase sperimentale della Dichiarazione Precompilata IVA. La precompilata ha lo scopo di semplificare il rapporto tra amministrazione fiscale e contribuenti e di eliminare l’obbligo di aggiornamento dei registri di vendite ed acquisti. 

Con l’introduzione di diverse modifiche al tracciato della fattura elettronica, volti a rendere più agevole la contabilizzazione dei dati con i software gestionali, il contribuente può garantire una bozza più esaustiva e completa della dichiarazione precompilata IVA, dei dati inerenti all’adempimento dell’esterometro, una bozza delle liquidazioni periodiche e dei registri IVA, insieme ai dati dei corrispettivi telematici. Tutto ciò garantisce un maggiore controllo delle attività e una più attenta analisi dei rischi da parte dell’amministrazione finanziaria. 

Esenzioni

L’obbligo di fatturazione elettronica tra privati non riguarda tutte le categorie di contribuenti con partita IVA, ma soltanto il 56% di questi. Esistono infatti dei settori professionali e dei regimi fiscali che sono esentati dall’obbligo di fatturazione elettronica 2021. 

Si tratta nello specifico di:

– Farmacie, medici ed operatori sanitari, come sancito dal Garante della Privacy a dicembre 2018;
– Imprese ed autonomi compresi nel regime di vantaggio;
– Imprese ed autonomi compresi nel regime forfettario;
– Società sportive dilettantistiche;
– Piccoli produttori agricoli;
– Soggetti non residenti in Italia che effettuano o ricevono operazioni.

Resta invece l’obbligo di fatturazione elettronica per tutte le altre categorie, ma con alcune differenze. Secondo la guida offerta dall’Agenzia delle Entrate, vi sono gruppi che godono di alcuni vantaggi. In particolare:

– Viene meno l’obbligo di tenere i registri IVA per gli operatori in regime di contabilità semplificata che emettono solo fatture e che si avvalgono dei dati che l’Agenzia delle Entrate offre;

– I termini di accertamento fiscale sono ridotti di 2 anni per gli operatori IVA che emettono e ricevono solo fatture, utilizzando pagamenti in modalità tracciata oltre il valore di 500 euro. Inoltre, gli operatori hanno la facoltà di consultare ed acquisire copia delle proprie fatture elettroniche, sia emesse che ricevute.

Nuovi tipo documento

Nelle nuove specifiche della fatturazione elettronica 2021 i codici per identificare la tipologia di documento passano da 7 a 18. Tale cambiamento permette di descrivere meglio ogni operazione e di collegare la corretta compilazione del documento alla regola generale della registrazione in contabilità della fattura.

Di seguito, la lista aggiornata con tutti i codici tipo documento:

TD01: fattura;
TD02: acconto/anticipo su fattura;
TD03: acconto/anticipo su parcella;
TD04: nota di credito;
TD05: nota di debito;
TD06: parcella;
TD16: integrazione fattura reverse charge interno;
TD17: integrazione/autofattura per acquisto servizi dall’estero;
TD18: integrazione per acquisto di beni intracomunitari;
TD19: integrazione/autofattura per acquisto di beni ex art.17 c.2 DPR 633/72;
TD20: autofattura per regolarizzazione e integrazione delle fatture (ex art.6 c.8 d.lgs. 471/97 o art.46 c.5 D.L. 331/93);
TD21: autofattura per splafonamento;
TD22: estrazione beni da Deposito IVA;
TD23: estrazione beni da Deposito IVA con versamento dell’IVA;
TD24: fattura differita di cui all’art. 21, comma 4, lett. a);
TD25: fattura differita di cui all’art. 21, comma 4, terzo periodo lett. b);
TD26: cessione di beni ammortizzabili e per passaggi interni (ex art.36 DPR 633/72);
TD27: fattura per autoconsumo o per cessioni gratuite senza rivalsa.

 

Nuovi codici natura

Vi sono importanti cambiamenti anche in merito ai codici relativi all’identificazione normativa del trattamento IVA di alcune categorie di operazioni. Si ha adesso a disposizione un numero maggiore di codifiche, più articolate. 

N1: escluse ex art. 15 N2: non soggette
N2.1: non soggette ad IVA ai sensi degli artt. da 7 a 7-septies del DPR 633/72 N2.2: non soggette – altri casi
N3: non imponibili
N3.1: non imponibili – esportazioni
N3.2: non imponibili – cessioni intracomunitarie
N3.3: non imponibili – cessioni verso San Marino
N3.4: non imponibili – operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione
N3.5: non imponibili – a seguito di dichiarazioni d’intento
N3.6: non imponibili – altre operazioni che non concorrono alla formazione del plafond
N4: esenti
N5: regime del margine / IVA non esposta in fattura
N6: inversione contabile (per le operazioni in reverse charge ovvero nei casi di autofatturazione per acquisti extra UE di servizi ovvero per importazioni di beni nei soli casi previsti)
N6.1: inversione contabile – cessione di rottami e altri materiali di recupero
N6.2: inversione contabile – cessione di oro e argento puro
N6.3: inversione contabile – subappalto nel settore edile
N6.4: inversione contabile – cessione di fabbricati
N6.5: inversione contabile – cessione di telefoni cellulari N6.6: inversione contabile – cessione di prodotti elettronici
N6.7: inversione contabile – prestazioni comparto edile e settori connessi
N6.8: inversione contabile – operazioni settore energetico
N6.9: inversione contabile – altri casi N7: IVA assolta in altro stato UE (vendite a distanza ex art. 40 c. 3 e 4 e art. 41 c. 1 lett. b, DL 331/93; prestazione di servizi di telecomunicazioni, teleradiodiffusione ed elettronici ex art. 7-sexies lett. f, g, art. 74-sexies DPR 633/72)
N.7: IVA assolta in altro Stato UE (vendite a distanza ex art. 40 commi 3 e 4 e art. 41 comma 1 lett. b, DL 331/93; prestazione di servizi di telecomunicazioni, tele-radiodiffusione ed elettronici ex art. 7-sexies lett. f, g, DPR 633/72 e art. 74-sexies, DPR 633/72)

Ritenute ed altre novità

In ultima istanza, è possibile adesso inserire in fattura ritenute di tipo previdenziale, oltre alla ritenuta d’acconto, scegliendo tra i seguenti codici:

RT01: Ritenuta persone fisiche
RT02: Ritenuta persone giuridiche
RT03: Contributo Inps
RT04: Contributo Enasarco
RT05: Contributo Enpam
RT06: Altro contributo previdenziale

Altre modifiche degne di nota riguardano:

– La possibilità di replicare il blocco ritenute nella fattura;
– L’aggiunta e la modifica dei controlli e dei codici di errore;
– Aggiustamento della lunghezza del campo sconti e maggiorazioni;
– Aggiunta del nuovo codice di pagamento MP23 per il sistema PagoPA;
– Valorizzazione facoltativa del campo importo bollo;
– Riduzione formale del campo PEC destinatario per evitare errori di mancate consegne, dovute ad errori di compilazione;
– Inserimento  del  nuovo  attributo  Sistema Emittente, attraverso il quale viene generato il  file XML per ottenere una sua identificazione.

 

Fatturazione elettronica 2021: come adeguarsi alle nuove specifiche

Individuate le novità già obbligatorie a partire da Gennaio 2021, è fondamentale verificare che il proprio software di fatturazione elettronica sia correttamente aggiornato per rispettare tutte le nuove specifiche tecniche introdotte dai recenti provvedimenti. 

Se non sei sicuro del tuo software di fatturazione elettronica e non vuoi rischiare di sbagliare, scegli una soluzione valida ed affidabile. 

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