Partita IVA per chi affitta più di 4 immobili

©Partita IVA, arriva la regolamentazione con La Legge di Bilancio per il 2021 relativa alla Partita IVA per coloro che affittano più di 4 immobili

Partita IVA, arriva la regolamentazione con La Legge di Bilancio per il 2021 relativa alla Partita IVA per coloro che affittano più di 4 immobili.

Chi affitta più di quattro appartamenti è a tutti gli effetti il titolare di un’attività d’impresa e deve pertanto disporre di Partita IVA e adempiere a tutti gli obblighi fiscali che ne conseguono.

È questa la nuova regolamentazione della normativa fiscale per le strutture ricettive a breve termine, sancita dalla Legge di Bilancio per il 2021, recentemente approvata dal Consiglio dei Ministri.

Tale regolamentazione mette finalmente fine alle disparità del trattamento fiscale tra strutture adibite ad attività ricettiva (addebito IVA con aliquota del 10%) e strutture adibite alla locazione breve.

Con il D.L. Enjoy tragamonedas igt gratis 50/2017 (articoli 3 e 4), infatti, era stata estesa la cedolare secca anche alle locazioni brevi (inferiori ai 30 giorni), e ciò permetteva ai locatori di accedere alla tassazione agevolata del 21%. Il D.L. chiariva inoltre che il regime agevolato era accessibile anche ai locatori che fornivano esclusivamente servizio di pulizia dei locali o fornitura di biancheria al cliente, e ai locatori che si avvalevano di portali telematici come intermediari alla locazione.

L’accesso all’agevolazione, ovviamente, sussisteva solo nel caso in cui l’attività di locazione non fosse in realtà un’attività imprenditoriale, per cui è richiesta la dichiarazione del reddito d’impresa e la necessaria esclusione dalla cedolare secca. Si trattava tuttavia di una regola facilmente aggirabile grazie alle numerose opportunità di distribuzione presenti sul web.

Con la nuova regolamentazione, vi è quindi l’obbligo, da parte dei portali che fanno da intermediari alla locazione, di richiedere i dati della fatturazione al proprietario nel caso in cui egli disponga di più di 4 immobili, presupponendo si tratti a tutti gli effetti di attività imprenditoriale.

Qual è la situazione in Italia?

Dal momento che la Legge di Bilancio per il 2021 prevede che i suddetti portali di intermediazione alla locazione breve sono a tutti gli effetti considerati dei sostituti d’imposta, c’è da chiedersi quali saranno gli sviluppo nel nostro paese.

Tale riforma si contrappone infatti anche all’interpellanza dell’Agenzia delle Entrate che, in base al D.L.50/2017, aveva dichiarato ininfluente il numero degli immobili per il corretto inquadramento fiscale.

Infine, la nuova norma ha dato il via libera al Mibact(Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo) per la formulazione di un apposito decreto per la creazione della “Banca Dati per gli affitti brevi“, nella quale ogni struttura ricettiva e immobiliare disporrà di un codice identificativo associabile ad offerte e promozioni rivolte all’utenza.

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