Regime Forfettario 2020, novità

Regime forfettario 2020, le novità a seguito dei cambiamenti nella Legge di Bilancio

Nonostante l’approssimarsi della fine dell’anno, non vi è ancora una forma definitiva per le partite IVA in regime forfettario nella Legge di Bilancio. Dopo le già consistenti modifiche previste dalla Legge di Bilancio 2019, tra cui la ben nota Flat Tax, ulteriori cambiamenti sono stati messi in campo dalla manovra finanziaria del 2020.

Andiamo quindi ad analizzare le ultime e definitive novità circa il regime forfettario 2020.

Regime forfettario 2020, limiti e requisiti

Il tetto limite prestabilito di 65.000 euro, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, resta invariato. A cambiare sono invece sono i limiti relativi alle spese per personale dipendente o lavoro accessorio e i redditi percepiti per lavoro dipendente.

Per il primo caso, è stata reintrodotta la condizione, già vigente nel 2018, che nega l’accesso al regime agevolato per chi ha sostenuto spese di lavoro dipendente o di lavoro accessorio, con la differenza che il tetto di spesa limite è incrementato da 5.000 a 20.000 euro.

Tale limite dovrebbe includere anche:

–          Le spese relative ai compensi erogati ai collaboratori, secondo l’art. 50, co. 1 lett. c) e c)-bis del Tuir;

–          gli utili di partecipazione erogati agli associati in partecipazione con apporto costituito da solo lavoro, secondo l’art. 53, co. 2 lett. C) del Tuir;

–          Le somme relative alle prestazioni di lavoro effettuate dall’imprenditore o da relativi familiari, secondo l’art. 60 del Tuir.

Anche la seconda modifica non è una vera e propria novità, bensì la reintroduzione della causa ostativa già prevista fino al 2018. Tale condizione preclude l’accesso al regime forfettario per coloro i quali hanno percepito, nel corso dell’anno precedente, redditi di lavoro dipendente ed assimilati che superino l’importo di euro 30.000.

È importante precisare che tale limite non sussiste nel caso il rapporto di lavoro dipendente sia cessato nel corso dell’anno precedente a quello di applicazione del regime, mentre ha valore nel caso in cui, cessato il rapporto di lavoro dipendente, se ne sia intrapreso uno nuovo ancora vigente al 31 Dicembre.

Regime forfettario 2020, fattura elettronica

Altra novità importante consiste nella riduzione di anno dei termini di accertamento per le partite iva a regime forfettario che attuano la fatturazione elettronica a partire dal 2020.

L’obbligo di fattura elettronica, come ben noto, non sussiste per i soggetti in regime forfettario, secondo quanto sancito dall’art. 1 co.3 del D.Lgs 127/2015. Nonostante un iniziale idea di estendere tale obbligo anche al regime agevolato, la Legge di Bilancio ha invece introdotto un regime premiale per coloro che sceglieranno di adottare la fatturazione elettronica: si parla di una riduzione da cinque a quattro anni dei termini a disposizione dell’Agenzia delle entrate per la notifica degli avvisi di accertamento.

Regime forfettario 2020: deduzioni, detrazioni e benefici.

Per quanto concerne i limiti reddituali previsti ai fini del riconoscimento della spettanza, così come le deduzioni,  le detrazioni o i benefici di qualunque titolo, si dovrà considerare il reddito forfettario assoggettato ad imposta sostitutiva. Secondo l’attuale versione della norma, infatti, il reddito forfettario rileva ai fini del riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia, mentre non rileva ai fini dell’applicazione delle detrazioni di cui all’art. 13 del Tuir.